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Il ricordo della Befana nel 1946, da un racconto di Lino Battan

la passione per la storia e gli eventi locali raccontati attraverso la fotografia e la videocreatività

La befana con camino e calze

Non conosco personalmente Lino Battan, ma con il tempo e grazie soprattutto ai social network siamo entrati in contatto, almeno qualcosa di utile esiste in questa modernità.

Mi piace leggere i suoi racconti e rimango sempre a bocca aperta quando leggo le sue storie, storie vere di vita vissuta, una vita che tanti anni fa era inevitabilmente più povera ma ricca di valori e sentimenti. Sfido chiunque a non rimanere ammaliato dalle sue parole, a volte mi immergo talmente tanto che mi sembra di vivere in un film.

Lasciatevi quindi cullare letteralmente da quanto scrive con animo fanciullesco, ricordando una delle feste che tanto bimbi ed adulti amano.

Lino Battan

Lino Battan

Sabato 5 gennaio 1946, un giorno particolare, preludio della più bella e cara festa per i bambini, la festa dell’Epifania, il giorno dei doni.
Non ero sceso dal letto che già chiedevo: mamma è questa la notte in cui arriva la befana?
Pendevo dalle sue labbra le leggevo la risposta prima che lei la pronunciasse, il piccolo cuore batteva per l’emozione.
Che eccitazione, che attesa, ma perché le ore non passano mai?
Durante il giorno accudisco al fratellino minore, e gli riempio la testolina con le mie fantasticherie.
A cena mi preoccupo del focolare, ci sono ancora tizzoni e cenere, bisogna pulire, la befana quando scende dal camino non deve sporcarsi le scarpe e l’abito già consunto che indossa.
Ripulito perfettamente il focolare e appese le calzette al bordo della cappa, via di corsa a letto, sperando che la notte passi in fretta.
Non è facile prender sonno, il mio cuoricino è in fuori giri, le lenzuola mi pungono, mi giro e rigiro, alla fine seguo il suggerimento della nonna e inizio a contare le pecorelle.
Mi sveglio che è ancor buio, la mamma dice che è presto, non ha sentito scuotere le catene del camino e perciò la befana non può essere passata.
Prigioniero fra le coperte continuo ad aspettare, mi sembra sia trascorso un secolo, stavolta chiedo a papà: che ore sono?
Sono passate da poco le cinque… sono giù dal letto corro alla porta, sento la voce di papà: attento a non cadere per le scale.
Non c’è pericolo volo, sono già in cucina giro l’interruttore e come la luce esplode illumina le splendide calzette ben piene, ricolme di sorprese.
Mi sfugge un grido: E’ arrivata, è arrivata, venite, venite…
La mamma si rammarica con papà: ecco adesso ha svegliato tutta la casa.
Non ho il coraggio di avvicinarmi al camino, il cuore corre nel petto, ho paura di rompere l’incantesimo, aspetto gli altri.
Arriva papà col fratellino in braccio, i nostri occhi brillano contemplando la magnificenza esposta lassù, quelli di papà brillano nel vedere la nostra incontenibile gioia.
Offre la calzetta al fratellino, poi a me e, mentre fa lo stesso coi fratelli, io sono già in camera a dondolare il mio ricco fagottino davanti agli occhi della mamma e poi di corsa in camera dei nonni, un po’ stupiti nel vedermi sul loro letto a sventagliare orgoglioso il mio tesoro.
Ci vuole un po’ per ritornare alla normalità, papà col bimbo sulle ginocchia apre la calzetta e gli mette in mano una caramella avvolta in carta dorata; è il via… ognuno di noi parte alla scoperta dei doni ricevuti:
quante cose desiderabili…
una mela,
un mandarino
un bellissimo arancio della Sicilia
palline di zucchero colorate
caramelle al miele in carta dorata
un bastoncino di liquirizia
una stringa di liquirizia avvolta a spirale
delle noci belle grosse
bagigi (arachidi)
e un ultimo sacchettino di stoffa con…

Calza e carbone

Calza e carbone

 

oh, un pezzetto di carbone.
Mi si chiude la gola, mi sento perso, papà mi vede e chiede: cosa c’è?
Non riesco a parlare, gli mostro il pezzetto e lui tutto sorridente mi dice: la befana ti ha fatto uno scherzo, non è una punizione è un carboncino dolce è un premio perché sei stato bravo.
Io non reggo più, incomincio a singhiozzare… di felicità ora: grazie befana, grazie papà, grazie mamma, grazie a tutti, quanta felicità quanta gioia, che giorno meraviglioso.
Come suggerito da mamma mi prendo una caramella al miele e ritorno a letto stringendo stretta stretta la mia calzetta.
Chiudo gli occhi su un mondo felice, oh tempo… fermati ora, per sempre

Lino Battan

 

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