Un saluto semplice, come la vera amicizia
Un saluto semplice, come la vera amicizia

Un saluto semplice, come la vera amicizia

Eravamo lì, seduti vicini, come tante altre volte nella vita, anche se gli anni erano passati. La chiesa era semplice, raccolta, senza sfarzi.

Il sacerdote ha parlato con parole sobrie, vere, senza promesse altisonanti né illusioni, solo con il rispetto dovuto a una vita vissuta e all’affetto che l’aveva accompagnata.

Intorno a me c’erano volti conosciuti, amici di un tempo lontano che, senza bisogno di dirlo, condividevano lo stesso sentire.

Mi sono sentito bene, a casa.

E in quella semplicità ho avuto la certezza che Maurizio ci avrebbe voluti proprio così: uniti, sinceri, senza rumore.

Dopo averlo salutato per l’ultima volta, abbiamo condiviso ancora mezz’ora del nostro tempo davanti a una tazza di caffè e di tè. Un gesto semplice, quotidiano, come lo sono le amicizie vere: quelle che non hanno bisogno di grandi parole per continuare a esistere.

Forse era lì anche lui, non come assenza, ma come presenza silenziosa, custodita nei ricordi e nell’amicizia che non ha mai chiesto nulla in cambio.

Ciao Maurizio, fai buon viaggio.


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