La prima partita agli occhi di un bimbo, da un racconto di Lino Battan

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La prima partita agli occhi di un bimbo, da un racconto di Lino Battan

Calcio Battaglia Terme

Battaglia Terme – Il calcio

Lino Battan

Lino Battan

Una domenica pomeriggio papà mette un guancialino sulla canna della sua bici e via, mi porta in paese, al campo sportivo, per vedere la partita di calcio.
E li, eccomi preso ad ammirare questo grande prato verde rettangolare, cintato con dei bassi paletti di legno su cui è teso un filo di ferro, con delle linee bianche a terra a delimitare lo spazio regolamentare di gioco, più altre incomprensibili davanti alla porta. La porta poi non è altro che un ponte alto, alto più di un uomo e largo tre quattro volte l’altezza di un uomo, fatto con delle travi bianche di legno belle grosse di sezione quadrata, sopra la struttura, e con dei tiranti posteriori a terra, c’è stesa una rete a maglie molto grandi per arrestare il pallone in caso sfugga al portiere. Papà si ferma dietro la porta, un posto sicuro secondo lui per evitarmi possibili micidiali pallonate.
Infatti i giocatori, la nostra squadra è in maglia chiara, sono tutti uomini, uomini grandi, adulti che, entrati nell’area di gioco, prendono posizione nella prima metà campo, secondo un certo ordine, e giocherellano fra loro facendo circolare il pallore, tonf, tonf, tonf e di qua e di la finché l’arbitro, vestito di nero, non li chiama all’ordine ed una volta tutti fermi con un sibilo acuto del fischietto da inizio alla partita. Santo cielo … e tutti da un momento all’altro, diventano esseri scatenati si buttano con irruenza sul pallone si scontrano, un vero gioco alla morte, io tutto intimorito mi aspetto di vedere gli effetti cruenti della lotta e qualche malcapitato trasportato esangue fuori del campo. Ma non è cosi, sono abili nell’attacco e nella difesa, sanno evitare gli scontri e le pedate pericolose e si accaniscono sul pallone come delle furie sfrenate con violenza inaudita. Mi sembra di essere su un campo di battaglia, una vera guerra e pure il pallone contribuisce ad aumentare la preoccupazione perché colpito emette ogni volta uno scoppio degno di un colpo di cannone. Inizialmente ero tutto teso, avevo paura, una pallonata cosi violenta poteva colpire un avversario e lasciarlo stecchito sul terreno, ma invece nella furia del combattimento i guerrieri in campo, anche se privi di corazze, mostrano una grande solidità addirittura qualcuno incoccia direttamente sul pallone con la testa e resta in piedi mentre il pallone impazzito vola in tutt’altra direzione. Gli schemi di gioco non mi sono chiari e la mia mente allora si rifà alle letture dei fratelli maggiori e cosi mi immagino i belligeranti impegnati nella guerra di Troia.
Lincetto, lo scaltro Ulisse, in divisa nera per mostrarsi agli avversari, copre l’area di porta e si esibisce catturando il pallone con tuffi, voli acrobatici alti da terra, prese da rapace, mai fermo sempre a saltellare di qua e di la prima di arrestare il gioco con una parata sicura.
Davanti a lui fa buona guardia armato di solide gambe muscolose e di lucide scarpe chiodate il signor Fortin, come Ettore, impatta con cannonate violente sul pallone lanciandolo lontano nel campo avversario. Prima di metà campo, a contrastare eventuali incursioni, l’esuberante figura atletica del signor Scarpa che deciso, come l’eroe Aiace, annulla sul nascere ogni rappresaglia nemica.
A centro campo con classica aria regale si giostra il pallone, con perfetta padronanza e maestria, il signor Grossi, è come se possedesse lo scettro di re Agamennone, con la sua calma tiene sotto controllo tutto il campo di battaglia. Ed ecco che avanti nella posizione di ala sinistra il signor Arigliani, come il semidio Achille penetra nelle schiere nemiche e porta grande scompiglio. Ricordo l’agilità e la velocità delle sue schermaglie, con scatti in avanti ed improvvisi arresti a sbilanciare e confondere gli avversari e ad irriderli a volte palleggiando il pallone sul piede destro in attesa di scattare oltre il fronte della difesa avversaria,
Praticamente assistevo ad uno scontro fra eroi che lottavano sul campo come i guerrieri greci a Troia.
E che impressione quando il terzino Fortin metteva a terra il pallone per la rimessa dal fondo, all’atto della rincorsa mi tappavo le orecchie tanto era forte lo scoppio prodotto dal calcio sul pallone, che prendeva a volare, e volava in alto, mi sembrava che l’eroe l’avesse lanciato tanto in alto verso il cielo da disperdersi tra le nuvole.
E già mi batteva forte il cuore assaporando l’emozione di raccontare, una volta a casa, ai nonni e alla mamma di questa potente incredibile esibizione sportiva.

Calcio battaglia Terme, raccolta di Vittorio Bonafé

Calcio Battaglia Terme, raccolta di Vittorio Bonafé

La Vostra immagine vale più di mille parole, racconta una storia, ricorda un evento, rivela sentimenti.
Davanti alla Vostra foto il tempo scompare e Vi ritrovo uomini giovani, aitanti, sereni e pieni di vita.
Vi guardo, mi emoziono, e Vi rendo omaggio.
Siete come allora come quando Vi ho conosciuti e cosi resterete finché di Voi memoria ci sarà.

 

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