Il treno a vapore nelle Dolomiti con la FS GR740.038 - Giorgio Ferrato e Debora Cesaro, the passion for creativity!

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Il treno a vapore nelle Dolomiti con la FS GR740.038

Video "Il treno a vapore nelle Dolomiti con la FS GR740.038"


Si è svolta Domenica 27 Agosto 2006 la corsa del treno storico 33644 a vapore trainato dalla locomotiva Gr. FS 740.038, e con al seguito 4 carrozze centoporte in livrea castano-isabella, tipica degli anni '40, e con posti anche di III classe. Partito da Venezia S. Lucia alle 7.58 ha percorso, via Treviso ove è avvenuta la giratura della locomotiva, la tratta ferroviaria fino a Belluno, ove il convoglio è arrivato alle 12.20. Nonostante la pioggia abbia inizialmente accompagnato il treno quasi fino a Treviso, una splendida giornata di sole poi si è aperta, rendendo così il viaggio piacevole sia ai turisti, sia a tutti gli spettatori e curiosi accorsi nelle stazioni e lungo la linea, nonché ai fotografi che non potevano mancare per immortalare una simile giornata storica. Notevole l'impegno del personale di macchina, macchinisti e fuochisti appartenenti all'Associazione Veneta Treni Storici, nella cura e manutenzione della macchina a vapore e del convoglio, e per l'estrema disponibilità e pazienza che hanno avuto nei confronti dei viaggiatori e curiosi. Un vivissimo, e non per ultimo, ringraziamento va all'A.I.C.S di Belluno (Associazione Italiana Cultura e Sport), per aver organizzato questo storico evento "Il treno nelle Dolomiti" teso a valorizzare questo mezzo di trasporto, ed affinché si possa rilanciare una azione di promozione turistica, in senso ecologico e sostitutivo al trasporto su gomma oramai alla saturazione, per tutta la zona Dolomitica del Bellunese. Cullati così da una splendida giornata di sole, dal ritmo e dalla velocità inusuale del treno a vapore, abbiamo avuto modo e tempo di osservare e gustare favolosi paesaggi Dolomitici, vallate e corsi d'acqua, immersi insomma nel verde e nella tranquillità della natura, è il caso proprio di dire...un treno ecologico.


Le foto sono di Giorgio Ferrato, Debora Cesaro e Anna Ziliotto by FergidMultimedia

Pensare viaggiando


"Come avere cent’anni e non sentirli… Sembra impossibile che una semplice macchina, molto meno complessa di quelle super-tecnologiche di oggi, abbia il potere di farci ritornare così indietro nel tempo e di farci sentire meno soli, tra quelle migliaia di persone che per tanto tempo, tanti anni fa, si erano seduti nei nostri stessi posti, dal giovane avvocato in giacca e cravatta al suo primo impiego, allo sporco e sudato lavoratore stremato dalla fatica, al soldato con la faccia cupa che tremava all’idea di andare al fronte, alle mamme che allattavano i loro figli con il visino tutto nero per la polvere, ai bambini che si rincorrevano tra un vagone e l’altro giocando a nascondino tra i sedili di legno, e i vecchi, con quei grossi cappelli neri a coprire il broncio della saggezza, affacciati al finestrino a guardare il futuro, chissà quale è stato... Salire nel treno a vapore, domenica, è stata un’esperienza indimenticabile, soprattutto per noi che, come tutti ormai, siamo abituati alla frenesia, alla velocità, alla tecnologia, ai sedili in stoffa, all’aria condizionata. Niente di tutto questo: è stato a dir poco allarmante trovarsi catapultati in una realtà così inaspettata, che capita chissà forse una, due volte nella vita ...


... Al mattino, neanche ci siamo accorti del brutto tempo che sembrava confondersi con il fumo nero della locomotiva, che ci seguiva, colorando il paesaggio di un acre pallore stile film anni ’70, al ritmo incalzante degli sbuffi urlanti del treno (ma no, magari era solo il nostro cuore che batteva così forte, colmo di entusiasmo e di curiosità, da confondersi con quel frastuono!). Poi è uscito il sole, anche lui forse incuriosito da tanta autoritaria bellezza: un regalo inaspettato che ha fatto sorridere tutto quel meraviglioso paesaggio montano ai piedi delle Dolomiti che per una volta, al suo passaggio, è stato, lui, uno spettatore silenzioso, assieme alle centinaia di persone che aspettavano, incantate, la lunga sosta della grande macchina, e la salutavano, quasi fosse un’amica che da tanto tempo non vedevano più. Quanto rumore, quanta polvere: il carbone ci ha annerito la faccia, le mani, le unghie, i vestiti, e le narici hanno conservato quel pizzichio fastidioso e così sconosciuto tutto il giorno, gli occhi erano lucidi per la gioia e la polvere, la gola secca ci impediva di parlare, ma che importanza aveva, era bello, per una volta, stare ad ascoltare il rumore del passato."

Anna Ziliotto




Ricordi di un passato


"Sono nato vicino alla ferrovia e sin da piccolo ho sempre avuto una grande passione e rispetto per tutto il mondo ferroviario. Ricordo ancora che d'estate, quand'ero a casa da scuola, con mio fratello maggiore Mauro ci alzavamo molto presto la mattina, quasi all'alba ed all'insaputa dei genitori, ed aspettavamo nei pressi della ferrovia il passaggio di una macchina a vapore, credo fosse una 740 in quanto gli assi erano quattro, ma il ricordo è confuso. Era un'emozione grande sentirla provenire da Monselice in direzione Padova, a quasi un chilometro di distanza e dove la linea fa una curva e passa sopra ad un ponte, ansimare e quasi "scoppiettare" per l'apertura della valvola da parte del macchinista. Ho viaggiato tanto in treno da piccolo, mio padre mi portava a Padova ogni Sabato assieme alla mamma ed al fratello maggiore. Partivamo con il famoso treno "el Rovigoto" alle 13.25 da Battaglia Terme, convoglio trainato dalla famosa "signorina" Gr. FS 625, e lentamente, con la calma e la flemma che contraddistingue il treno a vapore, arrivavamo a destinazione. L'attesa poi nella stazione di Padova per il ritorno era quasi un rito; comodamente seduto sui sedili delle famose "littorine", le automotrici ALn.556 Fiat, mi divertivo ad osservare quasi a volte impaurito, l'enorme colonna di vapore che una locomotiva, ferma al binario 6, sprigionava dalla valvola di sicurezza. Ho continuato a viaggiare ancora per tanti anni in treno (quasi 25), prima da studente e poi per lavoro, facendo il pendolare quotidianamente, ed ho quindi vissuto ed assimilato interiormente la ferrovia che inesorabilmente mi è entrata nel sangue. Ora purtroppo sono costretto a viaggiare in auto, ma Dio sa quanto desidererei evitarlo. Ritornare al gusto ed al piacere di viaggiare in treno, per poter parlare con la gente oppure leggere un libro, o solo per appoggiare la testa al finestrino ed osservare il paesaggio che corre, e serenamente chiudere gli occhi poiché il ritmo scandito dalle ruote che scivolano sulle rotaie, rotto di tanto in tanto dal passaggio sugli scambi, inevitabilmente ti culla. E' proprio vero che...il primo amore non si scorda mai.

Giorgio Ferrato


 
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